Due designer senior.
In linea con la tradizione del design milanese, siamo interlocutori diretti con l’azienda: meno passaggi intermedi, più efficacia e coerenza.

Trascina la striscia o selezionala e usa le frecce sinistra e destra: mentre è selezionata si ferma.




















Aiutiamo le aziende a decidere quale prodotto fare, lo verifichiamo su modelli e lo progettiamo fino alla produzione. Industrial design a Milano dal 1976.
In linea con la tradizione del design milanese, siamo interlocutori diretti con l’azienda: meno passaggi intermedi, più efficacia e coerenza.

Il modello milanese
Bruno e Lorenzo Gecchelin seguono ogni progetto dal primo incontro con l’azienda fino alla messa in produzione, con una rete di collaboratori, modellisti e fornitori specialisti costruita in cinquant’anni di professione.
È il rapporto su cui si è fondato il design milanese: chi decide parla direttamente con chi progetta, e le scelte si verificano sul prototipo. Lo studio lo pratica ancora oggi. Per un’azienda significa avere un solo interlocutore che risponde del progetto, dall’idea al prodotto, e uno spazio di ricerca che la struttura interna spesso non può permettersi.
Design italiano e milaneseLo studio in numeri




Usiamo anche l’intelligenza artificiale per allargare il campo delle alternative, non per scegliere tra loro. Un’immagine convincente è un punto di partenza, non ancora un prodotto fabbricabile e giusto per un’azienda.
Il nostro criterio si è formato progetto dopo progetto: la forma nasce dalla funzione e dal modo in cui il prodotto verrà realizzato. Materiali e tecnologie di lavorazione non sono un vincolo a valle, ma il punto da cui parte l’idea. Di tutto questo, l’IA conosce solo ciò che contengono i dati su cui è stata addestrata.
Come lavoriamoTutto parte dal disegno a mano: è il modo in cui il progettista ragiona con sé stesso sul problema e formula le prime ipotesi, e resta presente in ogni passaggio successivo. Poi, guidati dall’esperienza, decidiamo quali approcci usare, quanti e in che ordine. Cambia da progetto a progetto, come mostrano gli esempi.
Il disegno a mano: Virgola, iGuzzini 1981La soluzione può arrivare da un altro mondo. Portare in un altro contesto materiali e tecnologie aumenta le possibilità di trovare la risposta giusta per il cliente, spesso inedita nel suo settore.
Il casoShuttle · iGuzzini
Può succedere che il brief descriva già, senza volerlo, una possibile soluzione. Il nostro compito è risalire al problema che l’azienda vuole risolvere e, partendo da lì, trovare la risposta migliore, anche quando è inaspettata.
Il casoMinimaxxi · Whirlpool
Le ipotesi diventano modellini da mettere sul tavolo. È il modo per l’azienda di capire, discutere e scegliere fra opzioni che, considerando solo le specifiche tecniche, si equivalgono.
Il casoChiller KRA/KRO · Kelvin
Modelli e prototipi servono a verificare il progetto mentre si procede, un passo alla volta. Può succedere che facciano emergere una versione migliore di quella che già funziona: in quel caso si cambia strada, prima di ingegnerizzare.
Il casoLigea · Italamp
Tecnologie e processi produttivi cambiano, e un prodotto può trarne grande vantaggio. Aggiornarlo senza snaturarlo è un’operazione delicata, che richiede attenzione e cura del dettaglio.
Il casoMezzaluna · Skipper
Accanto al disegno e ai modelli fatti a mano usiamo l’IA generativa, la modellazione e la stampa 3D. Servono ad aprire il ventaglio delle ipotesi. La scelta la facciamo noi, sul modello fisico, dove proporzioni, materiali e uso si verificano davvero.
Un prodotto che renda credibile l’azienda in un settore nuovo.
Trasformare prodotti nati uno alla volta in una famiglia.
Riformulare la domanda quando il progetto si è arenato.
Dare forma a una sorgente, un materiale o una lavorazione.
Aggiornare un prodotto riconosciuto senza stravolgerlo.
Riconoscete la vostra situazione?
ParliamoneProgetti che partono da una nostra iniziativa: risposte al brief di un concorso oppure proposte spontanee, nate da ricerche su materiali e tecnologie. Li portiamo fino al modello o al prototipo, come faremmo per un cliente. Qui ne mostriamo alcuni.
Trascina la fila o selezionala e usa le frecce sinistra e destra: mentre è selezionata si ferma.

Chi cucina come uno chef e chi è alle prime armi chiedono cose diverse allo stesso mixer. Al posto della manopola c’è uno schermo touch con due modalità, Easy e Pro: chi comincia viene guidato, finché diventa esperto.

Un tessuto nato per far respirare scarpe, zaini e materassi può far passare anche la luce? Il diffusore viaggia piatto e prende volume solo quando lo si monta sulla base a LED. Funziona in casa e all’aperto.

In barca il bagno è minuscolo e umido, e le salviette non asciugano mai. Una barra a sbalzo, orientabile a destra, a sinistra o in verticale, le asciuga a infrarossi, senza resistenze calde.

Un piano in cristallo semplicemente appoggiato, che resta fermo per il proprio peso. Il piano inferiore, forato, tiene ferme le gambe; quello superiore appoggia sui distanziali. Si smonta sollevando i pezzi e viaggia smontato.

Una casa minima per giovani che non occupa un metro di suolo: galleggia sul fiume della città e ruota come un girasole, per tenere i pannelli solari sempre al sole. Più unità insieme formano una piccola comunità off-grid.

Matite per bambini che faticano a distinguere i colori: li riconoscono al tatto. Morbide le tinte calde, spigolose le fredde, con un’impugnatura per la presa a martello. Premiato nel 1998, il progetto rinasce oggi in grafite di scarto riciclata, che non si tempera mai.

Come si toglie alla lamiera la sua immagine tagliente? Piegandola su sé stessa con un raggio ampio, finché diventa un montante pieno. Due montanti affiancati reggono mensole, contenitori e cassetti. Per un’azienda che il metallo lo sa già lavorare.

Due lampade dalla geometria della sfera armillare. Quella da tavolo è portatile, a batteria: a ricaricarsi va solo la base, la sfera resta al suo posto. Quella da terra, per interni ed esterni, si orienta cambiando l’appoggio della struttura.
Siamo l’interlocutore senior che vi segue dall’idea alla produzione. Ogni scelta la verifichiamo su modelli e prototipi, insieme a voi, e ne rispondiamo in prima persona.


Lavorare insieme
Portiamo modelli e prototipi quando le ipotesi sono ancora aperte e li discutiamo con chi in azienda conosce prodotto, produzione e mercato. Così i problemi di costo, di stampo o di montaggio emergono quando è ancora possibile, e strategico, intervenire. Le scelte si prendono insieme, su ciò che si vede: in produzione arriva un progetto che i vostri reparti conoscono già e hanno contribuito a definire.
State pensando a un prodotto? Raccontateci da dove partite: un brief, un’idea o un progetto da sbloccare. Vi risponde direttamente chi lo progetterà.
Vi rispondiamo all’indirizzo che ci avete lasciato. Se vi serve prima, chiamateci allo +39 02 4981140.