Ergonomia
Colors
Matite per bambini che faticano a distinguere i colori: li riconoscono al tatto. Morbide le tinte calde, spigolose le fredde, con un’impugnatura per la presa a martello. Premiato nel 1998, il progetto rinasce oggi in grafite di scarto riciclata, che non si tempera mai.
- 01Riconoscere i colori con il tatto
- 02Rinasce in grafite di scarto
- Tipo
- Ricerca autonoma
- Settore
- Cancelleria, materiali riciclati
- Stato
- Concept
01
Riconoscere i colori con il tatto
Siamo partiti da un’osservazione: chi fatica a riconoscere i colori può essere aiutato se a ogni colore si associa una sensazione tattile. Nei colori caldi la matita ha una corrugazione morbida, in quelli freddi una corrugazione spigolosa; il nero è liscio. Per i bambini il problema è doppio, perché in età prescolare la matita si impugna quasi sempre a martello. Il set di sette matite unisce le due risposte, il tatto e l’impugnatura. Nel 1998 il progetto ha ricevuto la Targa Giovani al XVIII Compasso d’Oro ADI ed è stato pubblicato nel catalogo del premio, ma non è andato in produzione.

02
Rinasce in grafite di scarto
Il progetto è rimasto fermo fino a un incontro fortuito con un’azienda che produce matite con la polvere di grafite di scarto delle lavorazioni di elettrodi e frese diamantate. Questo ci ha dato lo spunto tecnico per ripensare Colors. Il riuso di uno scarto industriale si somma alle idee di allora e aggiunge una qualità nuova: la matita non si tempera mai. Con l’uso si consuma solo la punta, mentre le corrugazioni, che fanno parte dell’impugnatura, restano intatte, e con loro il codice tattile dei colori.

Dove può portare
Un oggetto pensato per un materiale e una filiera tradizionali può raggiungere un livello diverso quando entrano in gioco un materiale di riuso e la sua filosofia.