Quello che resta al cambiare delle aziende
Mezzaluna
Negli anni Settanta una lampada alogena da 500 watt produceva più luce di qualsiasi altra sorgente domestica e scottava in proporzione. Per utilizzarla, molti la collocavano in cima allo stelo di una piantana o la fissavano a parete, protetta da un paralume in vetro o lamiera. Due soluzioni di luce fissa, prive di orientabilità.
- Azienda
- Skipper
- Prodotto
- Mezzaluna, lampada da terra, versioni da parete e da soffitto
- Anno
- 1974
- Design
- Bruno Gecchelin
- Stato
- In produzione da DCW éditions
Il progetto



Mezzaluna nasce da questa considerazione: se quella luce si fosse potuta indirizzare, una lampada da terra avrebbe smesso di essere un oggetto per diventare uno strumento. Occorreva però superare un problema: per orientare la testa bisogna toccarla con la mano, ma al suo interno si trova una sorgente molto calda.
La testa, realizzata in lamiera metallica, è una semicirconferenza che accoglie nel proprio spessore il portalampada, la lampadina, un dimmer e un riflettore in alluminio. Lo spessore è ridotto al minimo e appare ulteriormente assottigliato da una gola morbida che corre lungo il perimetro semicircolare. Si percepiscono così soltanto gli spigoli arrotondati e la testa appare come una lama, pur avendo di fatto uno spessore. È incernierata a uno stelo verticale che curva a novanta gradi; quella curva costituisce l’asse di rotazione orizzontale.


Il prodotto era caratterizzato da due funzioni che nel 1974 quasi nessuna lampada da terra aveva. Lo stelo è telescopico e permette all’utente di regolare l’altezza della testa. Il dimmer consente invece di regolare il flusso luminoso e di definire l’atmosfera dell’ambiente in cui viene collocata.
Skipper l’ha mantenuta a catalogo per molti anni, poi è passata a Blu Italia. Nel 2005 si è fatta avanti Ivela, che ha acquistato i diritti del marchio e continuato a produrre alcuni modelli, modificando la costruzione della testa, dalla lamiera saldata e verniciata alla pressofusione di alluminio. La sorgente è rimasta la R7s: i LED di allora non raggiungevano il flusso luminoso dell’alogena.
Delle lampade da terra dell’epoca resta soltanto la tipologia: base pesante e stelo verticale. Tutto il resto è stato ripensato in funzione di ciò che l’utente può decidere di fare, offrendogli maggiore flessibilità d’uso.
L’idea non nasce dall’illuminazione domestica, ma dai set fotografici che Bruno Gecchelin frequentava per lavoro e per passione. Lì la luce non è un arredo, bensì un’attrezzatura che si sposta, si inclina, si regola e si spegne a metà. Mezzaluna porta questo modo di trattare la luce negli ambienti domestici, ma non solo: molti showroom la utilizzeranno per la sua capacità di rendere gli spazi più accoglienti e ampi.

Il calore viene dissipato dal volume metallico della testa, che si riscalda molto, ma non al punto da ustionare. La superficie esterna è ampia e distante dalla sorgente, così la lampada può essere orientata con la mano in sicurezza. Mezzaluna diventa un simbolo di libertà d’installazione e d’uso. Si diffonde e viene apprezzata dal mercato.





Nel 2024 DCW éditions ha rilevato il marchio e rieditato la sola Mezzaluna, con un’operazione dichiaratamente filologica: la testa è in lamiera saldata, come nell’originale, mentre la sorgente alogena è stata sostituita da un modulo LED appositamente progettato, completo di dissipatore dedicato, che offre prestazioni illuminotecniche equivalenti a una frazione del consumo energetico.
Le due riedizioni, di Ivela e di DCW éditions, hanno conservato ciascuna ciò che l’altra ha modificato. La prima ha mantenuto la sorgente e rifatto la costruzione; la seconda ha conservato la costruzione originale in lamiera e sostituito la sorgente. In entrambi i casi, formalmente, la lampada è rimasta la stessa.

Che cosa ci ha insegnato
Questo significa che l’identità dell’oggetto non risiedeva né nella tecnologia né nel processo produttivo, entrambi sostituibili. Risiedeva nella sua essenza e in ciò che la lampada permetteva di fare: alzarla, abbassarla, inclinarla e controllarne l’emissione luminosa. Quelle quattro funzioni sono sopravvissute a quattro aziende, cinquant’anni e a un completo cambiamento nella tecnologia della luce. Sono l’unico elemento del progetto a non essere mai stato modificato.