Lighting

iGuzzini illuminazione

All’inizio Gecchelin raccoglie e interpreta lo stile dell’azienda e le sue tecnologie, lo stampaggio a iniezione e la termoformatura delle materie plastiche. Gli oggetti sono voluminosi e colorati, e proseguono la tradizione di Harvey Guzzini, che a metà degli anni Sessanta produceva lampade decorative.

Lampada da tavolo Praxis rossa con braccio snodato e riflettore a semicerchio, iGuzzini illuminazione
Praxis, 1980. Foto: J.P. Maurer.
Lampada da tavolo Gliss con cupola azzurra su stelo e, accanto, lampada Ialea a forma di guscio bianco, iGuzzini illuminazione
Gliss, 1982 · Ialea, 1980. Foto: J.P. Maurer.
Dettaglio dell’applique Vela a calotta e, accanto, lampada da tavolo Snocky rossa con braccio curvo, iGuzzini illuminazione
Vela applique, 1986, e Snocky, 1982. Foto: J.P. Maurer.
Faretto alogeno Virgola montato su binario, iGuzzini illuminazione
Virgola, 1981.

Con Virgola l’azienda entra a pieno titolo nel mondo dell’illuminotecnica: è la svolta che la porta ad abbandonare il settore decorativo per dedicarsi solo a quello tecnico.

Dalla fiducia e dall’amicizia con il titolare nascono molti prodotti dalle prestazioni illuminotecniche elevate, a cui Gecchelin sa dare grazia e giuste proporzioni. Questo incontro tra tecnica e forma porta diversi premi internazionali e, nel 1989, il Compasso d’Oro ADI per la serie di faretti Shuttle.

Sistema Prisma con alimentatore e lampada a scarica con riflettore rettangolare e alette, iGuzzini illuminazione
Sistema Prisma con alimentatore e lampada a scarica, 1977. Foto: J.P. Maurer.
Apparecchio lineare Prisma su binario, con ottica lamellare a vista, iGuzzini illuminazione
Prisma, 1984.
Quattro apparecchi: Open con sfere trasparenti su bracci, apparecchio a braccetto da esterno, estremità del lineare Daga e Ciak con schermi tondi, iGuzzini illuminazione
In alto: Open, 1980; apparecchio a braccetto da esterno. In basso: Daga, 1982; Ciak, 1984.
Apparecchio Trio con tre faretti su una barra, iGuzzini illuminazione
Trio, 1983. Foto: J.P. Maurer.
Quattro proiettori Limelight a sospensione: Zoom nero, Zoom rosso in più posizioni di rotazione, Wing con riflettore allungato e Focus con schermo ovale, iGuzzini illuminazione
Limelight, 1989. In alto: Zoom e la sua rotazione. In basso: Wing e Focus. Foto: J.P. Maurer.
Apparecchio Mago a soffitto con corpo piatto e griglia, iGuzzini illuminazione
Mago, 1985. iF Design Award 1987, segnalazione al XIV Compasso d’Oro ADI, 1987. Foto: J.P. Maurer.

Compasso d’Oro ADI 1989

La serie di proiettori Shuttle ha ricevuto il premio Compasso d’Oro ADI nel 1989, per il contributo alla soluzione tecnica e formale dei molteplici requisiti di un completo sistema illuminotecnico, come recita la motivazione della giuria.

Il design del prodotto distingue chiaramente, sia percettivamente che strutturalmente, la componente trasformatore dalla componente illuminante. Questa separazione è stata studiata anche per minimizzare l’influenza reciproca del calore, ottimizzando così le prestazioni e la durata del prodotto.

Due proiettori Shuttle neri visti di lato, con il corpo del trasformatore distinto da quello della lampada, iGuzzini illuminazione
Shuttle, 1987.
Due proiettori Shuttle su binario, uno cilindrico e uno con ottica a vista, iGuzzini illuminazione
Shuttle su binario.
Due proiettori Shuttle su binario, uno dei quali con schermo riflettente tondo, iGuzzini illuminazione
Shuttle: le versioni.
Apparecchio a sospensione Notan con ottica lamellare, iGuzzini illuminazione
Notan, 1994.
Due proiettori della serie spot Vela su binario con riflettore curvo, iGuzzini illuminazione
Vela serie spot, 1996.
Tre faretti Gabbiano su binario, iGuzzini illuminazione
Gabbiano, 1996. Segnalazione al XVIII Compasso d’Oro ADI, 1998.
Dettaglio di due apparecchi Xo con testa in metallo pressofuso e schermo rigato; foto in bianco e nero, iGuzzini illuminazione
Xo, 1990.

Dove non diversamente indicato, le immagini provengono dai cataloghi di iGuzzini illuminazione e sono pubblicate al solo scopo di documentare l’attività di progettazione dello studio. I relativi diritti restano dei rispettivi titolari, come indicato nelle Note legali.

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